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Zechuman Dispositivo

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Il nuovo Scaccia-Zecche e Pulci per persona ZecHuman rappresenta la soluzione ideale per tenere lontane zecche e pulci durante attività sportive, passeggiate o campeggi all'aria aperta, in maniera totalmente ecologica e senza alcuna controindicazione. Completamente atos...

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Digestione difficile ?

Digestione difficile ?

MAI PIU' CATTIVA (DIGESTIONE) Stanchezza, gonfiore, digestione lenta? Sono molti i fastidi legati alla cattiva digestione. Scopri come risolverli con i nostri consigli.

​I problemi più comuni legati alla cattiva digestione sono la fermentazione e i disturbi intestin...

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AMIDO : alimento prezioso

AMIDO : alimento prezioso

Amido resistente: una fonte di fibra alimentare da non trascurare

L’amido è la principale fonte di carboidrati della dieta. Una parte significativa di quello contenuto in molti ingredienti e alimenti preparati, detta amido resistente, non viene digerita dall’organismo...

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Zechuman Dispositivo

Il nuovo Scaccia-Zecche e Pulci per persona ZecHuman rappresenta la soluzione ideale per tenere lontane zecche e pulci durante attività sportive, passeggiate o campeggi all'aria aperta, in maniera totalmente ecologica e senza alcuna controindicazione.
Completamente atossico, non emette alcuna sostanza chimica né odore ma funziona mediante emissione di ultrasuoni che non recano danno alcuno a persone ed animali. Piccolo e compatto, è dotato sia di una fessura che può ospitare un cordoncino o un anello portachiavi, che di una molletta posteriore per consentire il fissaggio ad un taschino o una cintura, in modo da non ostruire la griglia di emissione.
Raggio di azione di circa 3 metri.
Sfilando la linguetta si attiva la batteria al litio inserita. Si può accendere e spegnere il dispositivo premendo il pulsante. Quando il dispositivo è acceso, la luce lampeggia ogni 5 minuti circa.

Digestione difficile ?

Stanchezza, gonfiore, digestione lenta? Sono molti i fastidi legati alla cattiva digestione. Scopri come risolverli con i nostri consigli.

​I problemi più comuni legati alla cattiva digestione sono la fermentazione e i disturbi intestinali (meteorismo, diarrea o stitichezza), il malassorbimento dei nutrienti (causa di stanchezza e anemia) e intolleranze alimentari dovute al deposito nell’intestino di sostanze alimentari che normalmente non dovrebbero trovarsi in quella sede.
Questi problemi, come anche gli squilibri dei batteri intestinali, possono causare infiammazioni, alterare la sensibilità insulinica e creare accumuli adiposi che favoriscono l’ingrassamento.

Se vuoi evitare tutto questo, leggi le nostre “regole d’oro” per migliorare la digestione.

MASTICA BENEDigerisci bene

La prima digestione avviene in bocca: il cibo sminuzzato è più digeribile e i suoi contenuti nutritivi sono più facilmente assimilabili. Inoltre, masticando a lungo avvertirai prima il senso di sazietà: un piccolo trucco per mangiare meno e non ingrassare. Quindi gustati ogni boccone. 

AIUTA GLI ENZIMI

Gli enzimi contenuti nei succhi gastrici, pancreatici e biliari trasformano il cibo in sostanze semplicifacilmente digeribili: la digestione si completa e si evitano fenomeni di ipersensibilità al cibo.
Se vuoi facilitare il lavoro degli enzimi, segui una dieta sana ed equilibrata e mangia ogni giorno frutta (ananas, fragole, banane, kiwi, ecc.) e verdura (broccoli, carote, lattuga, ecc.).

INTEGRA LA DIETA

Se la dieta non basta, usa integratori alimentari costituiti da enzimi: ti aiuteranno a facilitare la digestione o la scomposizione di carboidrati, proteine, grassi e persino delle fibre. Potrai così risolvere problemi come il meteorismo e il senso di gonfiore addominale, normalizzare il transito delle feci e curare alcune intolleranze alimentari, grazie alla riduzione della presenza intestinale di sostanze allergizzanti, finalmente digerite.
Rivolgiti sempre al tuo Farmacista per la scelta dell’integratore o per saperne di più sulla dieta da seguire. Dopo un breve colloquio lui saprà consigliarti il prodotto enzimatico più adatto alle tue esigenze e indicarti il dosaggio corretto e la durata del trattamento per intervenire su tutti i problemi legati alla digestione e non solo.

ANTIACIDI: NON ESAGERARE

Utilizzi abitualmente antiacidi e protettori gastrici? Attenzione: se li usi in assenza di reali malattie dello stomaco, aumenti il rischio di sviluppare allergie o intolleranze alimentari.
L’acidità gastrica, infatti, ha un’importante funzione di barriera nei confronti delle sostanze alimentari: l’azione combinata di acidità ed enzimi trasforma le proteine allergizzanti presenti in ogni cibo in sostanze innocue.


NELLE NOSTRE FARMACIE PUOI CHIEDERE UN CONSIGLIO PERSONALIZZATO PER IL TUO BENESSERE E TROVARE IL PRODOTTO SPECIFICO PER MIGLIORARE LA DIGESTIONE DEL LATTOSIO E CONTRASTARE I PROCESSI FERMENTATIVI:

ENZITASI

AMIDO : alimento prezioso

Amido resistente: una fonte di fibra alimentare da non trascurare

L’amido è la principale fonte di carboidrati della dieta. Una parte significativa di quello contenuto in molti ingredienti e alimenti preparati, detta amido resistente, non viene digerita dall’organismo umano, comportandosi come una fibra solubile e favorendo il benessere intestinale, il controllo del peso e la risposta glicemica.

Per le piante, l’amido rappresenta una riserva di energia. Ogni molecola d’amido è formata da una parte meno digeribile detta amilosio (unità lineari di glucosio) e da amilopectina (catene di glucosio in forma ramificata, più suscettibili agli attacchi degli enzimi digestivi). Il 10-20% della frazione amidacea è però sotto forma di amido resistente (RS), ovvero una parte che resiste agli attacchi dell’amilasi pancreatica e, non venendo digerita, raggiunge intatta il colon, dove costituisce un substrato di fermentazione per la microflora enterica oltre ad  aumentare la massa fecale. Sono state classificate 4 tipologie di RS: RS1, ben protetto dalla struttura granulare, naturalmente contenuto in semi di cereali (avena, o frumento intero) non o parzialmente macinati e nei  legumi; RS2, contenuto in una particolare forma compatta di amilosio in banane verdi, patate non cotte o in una specifica varietà di mais; RS3, ovvero l’amido resistente derivante dalla retrogradazione, il processo in cui i globuli d’amido riscaldati in presenza di acqua si rigonfiano (gelatinizzano) e poi cristallizzano nuovamente in seguito a raffreddamento. La maggior parte degli alimenti che sono sottoposti ad un trattamento in presenza di calore e  acqua (pasta, pane, riso e patate) contengono amido retrogradato. Una quarta tipologia di RS, non presente in natura, è quella ottenuta per modificazione chimica dell’amido (trattamento con alcali o acidi), che lo rende indigeribile; viene utilizzato in alcune preparazioni alimentari industriali come addensante (in etichetta corrisponde alla voce “amido modificato”, numero E della serie 1400).

 

Proprietà funzionali

Uno studio del 1980 riportava un consumo medio di RS, in Italia, pari a 8,5 g/die. Oggi si parla di un consumo medio nella dieta occidentale pari al 10% di tutto l’amido. L’interesse  verso questa fonte di fibra alimentare è cresciuto negli anni in virtù delle sue proprietà funzionali tra cui la produzione, in seguito a fermentazione  da parte della microflora intestinale, di acido butirrico, un acido grasso a corta catena di particolare importanza per il benessere dell’epitelio del colon, poiché interviene a protezione dall’atrofia della mucosa o rallentando la proliferazione di cellule tumorali. Inoltre l’amido resistente abbassa l’incremento dei livelli di glucosio nel sangue dopo i pasti e aumenta il senso di sazietà, favorendo il controllo del peso.

 

Cottura e tecniche di lavorazione degli ingredienti

La quantità di RS di un alimento può quindi variare in funzione  della tipologia del vegetale e del contenuto in amilosio (alcune varietà di riso, dopo ebollizione, presentano quantità di RS diverse). Possono incidere anche le modalità di cottura dell’alimento (la cottura a pressione per esempio aumenta la quantità di RS) o la contemporanea presenza, in fase di preparazione, di altri nutrienti (in presenza di proteine si forma meno RS). In generale i cereali hanno il contenuto minore di RS, le patate un livello intermedio e i legumi, tipo fagioli e piselli, la quantità maggiore (fra questi è maggiori nei prodotti in scatola, rispetto a quelli congelati, perché vengono pastorizzati).

 

Sajilata MG et al. Resistant Starch— A Review. Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety. 2006  5 (1): 1–17

Brighenti et al. Resistant starch in the Italian diet. British Journal of Nutrition. 1998 80: 333-341

Asp NG et al. Nutritional implications of resistant starch.  Nutrition Research Reviews, 1996 9, 1-31

 

Francesca De Vecchi - esperta in scienze dell’alimentazione